ALIENO
Ontologia di un naufragio
Il pensiero razionale e l'emozione, alienati, portano l'individuo a rinunciare a sé. Entrambi gli aspetti compaiono sulla scena come un opprimente bombardamento di immagini prodotto dell' attacco alla psiche.
Alieno è qualcuno di noi. Un corpo tra la folla. Inautentica pantomima del nostro non esserci. Schiacciato dalla società del benessere e dalla sua spettacolarizzazione.
Spaesato nel mondo che lo ha generato/che ha generato, Alieno parte da una dimensione comune di non consapevolezza, di passività inconscia, pilotato e sedotto dai meccanismi del sistema, ipnotizzato. Si trova fra la gente, fra gli spettatori, bombardato da immagini frenetiche raccolte dal nostro quotidiano.
E' proprio l'immagine, però, a farsi per lui rivelatrice (visione): Alieno, riconoscendosi in esse, passa dall'essere alienato dal mondo ad essere straniero nel mondo.
Cade dentro se stesso, in un non-luogo che è lo spazio della propria coscienza. E' da questo istante che il risveglio si fa possibile.
Anche gli spettatori vengono fatti entrare in questo spazio altro, in questo luogo misterioso ed inverosimile, per assistere alla sua trasformazione.
Tramite la caduta dentro se stesso il potenziale 'uomo nuovo' si frammenta.
Alienazione. Esito finale: ontologia di un naufragio?