PROGETTO ELEKTRA


In seguito ad un attento studio sul mito di Elettra, rivisitato dopo Sofocle ed Euripide da grandi autori quali Longepierre, Hofmannsthal, O' Neille e, più recentemente, Marguerite Youecenar, Sonia Camerlo elabora una drammaturgia ponendo l'accento sulla presa di coscienza della giovane protagonista - inizialmente intrappolata dal dolore del ricordo – e sulla capacità di compiere il proprio destino a costo di un gesto estremo.Tutto si svolge in due ambienti contrastanti: il Palazzo e le fredde Segrete in cui Elektra vive rinchiusa.Cassandra, la veggente troiana condannata a prevedere il futuro senza essere creduta, ha trovato la morte insieme ad Agamennone, per mano di Clitennestra. La sua figura viene qui inserita per la prima volta in una rivisitazione del mito di Elektra come guida spirituale e simbolo di saggezza.Cassandra appartiene all'inconscio, allo ctonio, al mondo onirico. È uno spirito che viene a visitare Elektra per aiutarla a compiere il proprio destino e per lasciare una scomoda eredità.
La rinascita di Elektra e la rinascita di un intero regno possono avvenire solo attraverso la dolorosa estirpazione del male. Elektra è colei che è destinata a compiere questo atto rigenerativo, a costo di essere condannata a vivere per sempre con il peso della propria scelta.
Le figure di Elektra e di Clitennestra, pur assurgendo al ruolo di simboli, sono tramite di forze profondamente umane e contrastanti. Al centro di tutta la drammaturgia vi sono: il legame madre-figlia, che viene sviluppato cercando di andare al di là dei clichè psicoanalitici ed il regno, che rapprensenta la responsabilità sociale. La decisione di sviscerare le molteplici sfumature del testo in due diverse rappresentazioni, nasce dalla necessità di partire dall' interno, dall' intimo, con un primo studio su Elektra: genesi di una tortura per approdare all' esterno, al sociale, con un atto rigenerativo.
Nelle due rappresentazioni i punti focali della trama non si modificano; quello che cambia è la resa registica ed il tipo di esperienza che vive lo spettatore. Nel primo caso egli assume progressivamente coscienza di essere Clitennestra, l' origine del male, ed è portato a vivere in modo del tutto naturale un intimo dialogo interiore con Elektra.
Nel secondo caso egli è parte di una collettività, rappresenta il popolo, il malessere collettivo.Il lavoro attoriale è in entrambi i casi frutto di un lungo esercizio alla presenza.Nostro obiettivo principe è portare in scena ogni volta un atto reale, im- mediato, cosciente. I due lavori, pur essendo fruibili singolarmente, sono fra loro complementari e consequenziali.

ELEKTRA

genesi di una tortura


Drammaturgia: Sonia CamerloRegia: Noemi BindaCon: Lucia Carrer e – nella versione per spettatore solo – con: Nathalie Bernardi, Federica Crisà, Melania De Vicariis, Silvia MartinoMusiche composte ed eseguite da Francesco Rocco
Il primo studio è concepito come performance per un solo spettatore. Viene esaminata la genesi del tormento interiore di Elektra, che si sviluppa in tutta la sua bruciante crudeltà, in una condivisione intima con lo spettatore.Egli raggiunge la cella di Elektra dopo un percorso sensoriale che ha le sembianze di un rito iniziatico. Al suo arrivo Elektra è chiusa nella segreta odorante di muffa, stanza/crogiolo abitata da tutti i suoi fantasmi, questi compaiono per demolirla/spronarla sottoforma di voci, suoni, ombre. Anche lo spettatore diventa per lei una presenza dalla quale non può prescindere: egli è sua madre, è l'origine del male.
La performance viene realizzata anche in una versione fruibile da più spettatori per volta (versione attuabile in teatri ed open-sapce). Viene meno l'esperienza sensoriale vissuta dal singolo spettatore ma rimane l'aspetto di intima condivisione del dolore fra Elektra e lo spettatore. La performance è arricchita dall' esecuzione di musiche dal vivo composte appositamente sui movimenti dell'attrice protagonista. Il musicista in scena diviene, attraverso la musica, l'impalpabile presenza del re-padre defunto, di Agamennone.
La performance si è aggiudicata il 1° Premio Aquilegia Blu 2006.

ELEKTRA

atto rigenerativo


Drammaturgia: Sonia Camerlo Regia: Noemi Binda Con: Lucia Carrer, Nathalie Bernardi, Melania De Vicariis Musiche composte da Francesco Rocco e da 'Gabri136' Pascale
Il secondo lavoro, aperto ad un' ampia affluenza di pubblico, presenta una visione d' insieme più allargata ponendo l'accento sul ribaltamento dei ruoli e sull'ambiguità vittima-carnefice.
Un grande cubo/cella, al centro della scena, seziona l' ambiente in più piani simbolici: il regno/le segrete, l'alto/il basso, la realtà/la dimensione allucinata del sogno. Tutto il lavoro è scandito da scene oniriche: per ben cinque volte gli spettatori, avvolti da atmosfere blu, entrano nel sogno di Elektra, nel suo immaginario potente ed emblematico (in quei momenti lei dorme o è sveglia?).
Clitennestra, olimpica madre e sovrana, accecata dalla vanità del lusso e dell' amore sensuale, è istintivamente portata a distruggere ciò che maggiormente dovrebbe proteggere: il legame figliale ed il regno da lei governato.Ella è innanzitutto emblema del vuoto interiore che si genera dal potere e dal suo consegnuente sgretolamento. La serva, ambigua figura di estrema attualità, rappresenta l'incoscienza e gli aspetti morbosi dell' animo umano.

Lo spettacolo viene selezionato per partecipare a Rigenerazione 2009, Rassegna Giovani del teatro Stabile di Torino.


Lilithstasopra © 2011 by Alessandro Guadagno JimmysMadness | Contact me