LA SIGNORA DEL GIOCO
La Signora del Gioco è una donna che si mette in ascolto di sé, una donna scomoda, che affronta i propri fantasmi interiori e non teme giudizio.Ella si ritrova così, come per magia, abitata dallo spirito e dai pensieri intersecati di sette potenti figure femminili accomunate da un destino fatale:
Giovanna D'arco, Cassandra, Medea, Euridice, Psiche, Saffo, Morgana. Queste figure mitiche, profetiche, vengono a rivelare la loro saggezza eterna, svelandosi una dopo l'altra attraverso figure corali che si materializzano, fuoriuscendo dal ventre della Signora del Gioco.
Le 7 figure vengono a mostrarci la loro essenza e a trascinarci -talvolta- in microcosmi emozionali ove l'onirico si fa dimensione reale del reale.
Lei invece, la Signora del Gioco, rimane per tutto il tempo una figura distante, altera, sdoppiata in nero e bianco, corpo/carne e voce/animus.Arriverà progressivamente a scoprirsi guida del grande Sabba, depositaria del tremendo potere del mediatore: quello di risvegliare le anime dal lungo sonno.
Partecipando al rituale messo in atto, lo spettatore diviene testimone attivo degli eventi che si manifestano dinnanzi e intorno a lui. Nella stanza della Signora non possiamo che avere il coraggio di stare davanti, accanto, dentro ciò che ci viene mostrato e ri-velato.
Solo abbattendo i falsi pudori dello sguardo possiamo intuire la potenza della visione.
Lo spettacolo, che vuole essere un momento di riflessione sulla consapevolezza umana, si offre dunque, in seconda analisi, ad un'intima considerazione sull'impoverimento della nostra capacità di osservare, fenomeno causato dal paradossale abuso delle immagini come strumento di potere ad opera dei media.Lo spettacolo prevede un numero limitato di spettatori perché trattandosi di un'esperienza sensoriale tutti devono avere modo di gustarsi l'azione scenica e di fare un'esperienza unica nel suo genere.